Affidandosi all’Ignoto

Non so se sono mai stata davvero alla ricerca di certezze, se ho provato a credere in qualcosa o in qualcuno; forse si, qualche volta si e l’ho fatto per paura. In certi momenti ho abitato dietro a confortevoli sbarre per evitare gli insidiosi pericoli della libertà. Con gli occhi aperti verso l’esterno ho guardato la vita e non vedevo altro che mistero. Non avevo garanzie e nessuno poteva dirmi che cosa sarebbe accaduto nell’istante successivo al presente. Oltre le sbarre non v’erano certezze ed era quello il bello: ciò che temevo era anche ciò che mi affascinava, ciò che mi faceva impallidire era anche ciò che andavo cercando. Ciò che mi intimoriva era ciò che mi incoraggiava, ciò da cui fuggivo era ciò che andavo inseguendo. Il fiuto mi ha tenuta lontana da ideologie e scuole di pensiero, mi ha condotta alla larga dalle formule certe, dalle teorie assodate, dalle sicurezze e dalle facili scelte. Ho odorato la libertà e sapeva di buono. La libertà profuma e crea paura; se ne parla molto ma Essa è molto temuta. Ho visitato e frequentato prigioni ampie, arredate alla regola dell’arte, comode, dotate di ogni comfort ma… confinate, isolate dal vero; così sono rimasta aperta all’incertezza, all’ignoto, affidandomi profondamente al senso nascosto e celato di ogni cosa. Non so se serva coraggio ma… è la sola cosa che sono spinta a fare, ad Essere. Spesse volte comprendo senza conoscere ed accolgo il dono che pare non mio e del quale sono immensamente grata. In continuazione mi sorprendo perché non so cosa possa accadere tra un istante; passano gli anni e mi rendo conto che l’insicurezza è un elemento intrinseco nella vita: l’incertezza di un tempo e’ la Meraviglia di oggi, e’ la libertà di questo momento, ed è la pura gioia di non sapere.

Martina Crepaldi

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